Manifattura indonesiana/giavanese, XIX-XX sec.

Gunungan (Ph. Daniela Poli)

Gunungan (Ph. Daniela Poli)

Il Gunungan è un elemento del teatro indonesiano delle ombre e può essere indicato anche come kayon o kayonan. Mentre gunungan significa “montagna”, kayon o kayonan, che deriva dal giavanese antico, significa “legno” o “mistico albero della vita”. Si tratta di un manufatto in pelle, traforato e dipinto su entrambe le facce, con un bastone di sostegno centrale che ne permette la manipolazione. Viene datato tra il XIX e XX secolo ed è stato realizzato da un autore ignoto sull’isola di Giava, una delle cinque isole maggiori della Repubblica di Indonesia.

 

Il teatro indonesiano delle ombre, ossia il Wayang Kulit (wayang=teatro, kulit=pelle, quindi “teatro delle sagome in pelle”) è una manifestazione artistica altissima, iscritta nel patrimonio immateriale dell’UNESCO dal 2008 e diffusa in tutti gli strati della popolazione. Si tratta di spettacoli che durano generalmente tutta la notte accompagnati dalla musica dell’orchestra delle percussioni giavanesi. Essi si basano sull’utilizzo delle marionette che vengono mosse da un maestro su di uno telo di cotone: grazie a una fonte luminosa alle spalle del marionettista le ombre appaiono sullo schermo.

Il Gunungan possiede molteplici funzioni e simbologie, tra le principali si annoverano: segnare l’inizio e la fine dello spettacolo, di ogni atto, così come di ciascun intervallo; descrivere qualcosa che non potrebbe essere descritto in quanto concetti astratti, come una rivelazione, un disastro, ecc; simboleggiare il cambiamento temporale o il luogo fisico in cui si svolge la narrazione.

 

Questo oggetto è stato scelto e descritto da Daniela Poli, che nell’ambito della sua tesi magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali ha collaborato al restauro del Gunungan del MAET.